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Malattie e prevenzione

Meningococco

Malattia

Malattia invasiva che si manifesta come meningite e/o setticemia, causata dal meningococco, o Neisseria meningitidis.

Il meningococco, nome comune della Neisseria meningitidis, è l’agente eziologico della malattia meningococcica, che può presentarsi in due espressioni cliniche principali: la meningite e la sepsi. Per ulteriori approfondimenti puoi visitare il sito www.meningite.it.

Il meningococco è un batterio gram-negativo, immobile, asporigeno, in genere capsulato, di forma sferica od ovoidale, disposto in modo tipico a “chicco di caffè” in sede intracellulare. La specie è suddivisibile in 13 sierogruppi sulla base di antigeni polisaccaridici capsulari: A, B, C, D, X, Y, Z1, W-135, H, I, K, L. Nel mondo i sierogruppi più diffusi e virulenti sono i sierogruppi A, B, C, Y e W135.

L'infezione meningococcica decorre spesso asintomatica (portatore sano) e non si conoscono ancora esattamente le cause che portano alla malattia vera e propria.

L'habitat naturale del meningococco è il rinofaringe.

La trasmissione avviene per contagio semidiretto interumano aerogeno, mediante goccioline e secrezioni del naso e della gola infette ed è favorito dall'affollamento; è raro il contagio indiretto, a causa della scarsa resistenza del germe agli agenti fisici ambientali, alla luce solare, all'essiccamento e ai comuni disinfettanti.

La malattia insorge dopo una breve incubazione (in genere 24-72 ore, ma può raggiungere anche i 10 giorni), durante la quale il germe dalla mucosa rino-faringea raggiunge il circolo ematico con conseguente batteremia, a volte con sepsi fulminante, e si localizza a livello dell'aracnoide e della pia madre del sistema nervoso centrale. La meningite meningococcica è un’infiammazione acuta sieropurulenta delle meningi cerebrali e spinali, caratterizzata dalla formazione di un essudato mucopurulento: dove il liquor è iperteso, torbido, opalescente o purulento e si osserva aumento di proteine e presenza di meningococchi e pleiocitosi; aumenta la pressione intracranica con rischio di paralisi e disturbi acustici o visivi. Il quadro clinico della meningite meningococcica, in genere preceduto da rino-faringite, insorge bruscamente con febbre elevata e brividi, cefalea, vomito, agitazione psicomotoria, a cui seguono i tipici segni meningei, quali rigidità nucale, positività dei segni di Kerning e Brudzinski, posizione degli arti inferiori a “cane di fucile”; sono, inoltre, possibili paresi e paralisi dei muscoli estrinseci dell'occhio.

Di seguito sono riportati i più importanti segni e sintomi di meningite nell'adulto e nel bambino, secondo lo schema prodotto dal Meningitis Trust inglese.

Le forme setticemiche a decorso fulminante (sepsi meningococcica) sono caratterizzate da insufficienza surrenalica acuta, sindrome di Waterhousen-Friderichsen e petecchie cutanee diffuse (porpora meningococcica).

La malattia meningococcica, anche in presenza di trattamento terapeutico, ha una letalità piuttosto elevata, pari al 5-10% in caso di sola meningite, mentre può arrivare al 50% in presenza di sepsi.

La terapia è a base di antibiotici, tra cui la Penicillina G, l’Ampicillina, l’Amoxicillina, il Cloramfenicolo e le Cefalosporine di terza generazione.

La profilassi attiva si basa sul vaccino coniugato specifico contro il sierogruppo C.

 

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