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Malattie e prevenzione

Epatite A

Malattia

L'epatite A è una malattia causata dal virus HAV, un virus a RNA di 27 nm appartenente al genere Enterovirus, famiglia Picornaviridae.
Si tratta di una malattia endemo-epidemica diffusa in tutto il mondo, più frequentemente nei Paesi con scadenti condizioni igienico-ambientali.
I casi acuti clinicamente inapparenti, più che i malati, rappresentano la riserva del virus, trasmesso per contagio oro-fecale, diretto o indiretto, attraverso acqua e alimenti contaminati (mitili, verdure, ecc…). Il virus raggiunge per via orale l'intestino e, attraverso il circolo portale, il fegato dove infetta gli epatociti, causando lesioni degenerativo-necrotiche (raramente massive); non sembra si verifichi citopatogenicità diretta dell'HAV, ma piuttosto si verifica citotossicità da parte dei linfociti T verso gli epatociti infettati, allo scopo di eliminare il virus. Dal fegato il virus passa nel sangue e con esso in altri organi (rene, milza, ecc.), per poi ritornare con la bile nell'intestino ed essere eliminato con le feci.
L'incubazione varia da 2 a 6 settimane; il periodo di contagiosità è di 2-3 settimane, con infettività massima alla fine dell'incubazione e all'inizio della fase itterica.
La malattia inizia con febbre, malessere, anoressia, nausea, disturbi addominali (periodo pre-itterico di 1 settimana), seguiti da ittero, feci ipocoliche, urine ipercromiche, epatomegalia (periodo itterico di 2-4 settimane). Le forme fulminanti (coma epatico ed exitus) incidono per lo 0,1-0,8%, mentre lo 0,5-1% dei casi decorre in modo grave, e il 5-10% protrae il quadro di epatite acuta fino a 4 mesi.
Non esiste il portatore cronico né l'epatite cronica. La diagnosi di laboratorio evidenzia fin dall'esordio un aumento degli enzimi di citolisi, e un'iperbilirubinemia mista e comparsa nel siero, nella fase acuta della malattia, di anticorpi IgM e successivamente IgG (ELISA o RIA). L'immunoprofilassi si avvale di immunoglobuline e di vaccino costituito dal virus coltivato in cellule diploidi umane, inattivato con formolo.

 

Misure preventive

Il virus dell'epatite A è inattivato dall'ebollizione o dalla cottura a 85°C per circa 1 minuto. I cibi cotti potrebbero costituire un veicolo per la malattia se vengono contaminati dopo la cottura. È raccomandata un'adeguata clorazione dell'acqua per inattivare il virus. Nei Paesi in via di sviluppo i viaggiatori potrebbero minimizzare il rischio di epatite A e di altre malattie gastrointestinali evitando cibi e acqua potenzialmente contaminati: non bere acqua non sicura e bevande con ghiaccio né mangiare frutti di mare crudi, verdure crude, frutta da sbucciare.

 

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Influenza in Italia: aggiornamento settimanale

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