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Malattie e prevenzione

Colera

Malattia

Il colera è un'infezione acuta dell'intestino provocata dal batterio Vibrio cholerae, un bacillo veicolato principalmente dall'acqua. Ingerito mediante cibo o acqua contaminati, il batterio arriva nell'intestino, dove produce una tossina che si attacca alle cellule dell'epitelio e, mediante una reazione fisiologica complessa, richiama acqua dagli spazi intravascolari e extracellulari del corpo.
Dispersi nell'intestino, i liquidi vengono infine espulsi attraverso le feci, con conseguente disidratazione e perdita di peso corporeo (con diversi livelli di gravità). Il paziente perde oltre 1 litro di feci liquide all'ora, chiazzate di muco e descritte spesso come "acqua di riso" per il loro essere incolori e inodori.
Il grave stato di disidratazione (Cholera gravis) porta ad una riduzione del peso corporeo di oltre il 10% nelle prime 24 ore.
La pronta somministrazione di liquidi può ridurre il tasso di letalità della malattia all'1%.

La maggioranza delle persone colpite dal batterio, ovvero circa il 90%, manifesta sintomi lievi o moderati. Spesso si tratta di una leggera diarrea indistinguibile da quelle causate da altri patogeni.

 

 

Cosa la provoca

Esistono diverse forme di Vibrio cholerae, distinte in base a sierogruppi, sierotipi e biotipi di appartenenza.
Due sierogruppi, l'O1 e l'O139, sono implicati in epidemie di colera umano: il sierogruppo O1, ulteriormente classificato in sierotipi, Inaba e Ogawa, e biotipi, El Tor e Classico, risulta essere il più diffuso nel mondo, mentre l'O139 è stato trovato solo in alcune regioni dell'Asia.
Il vibrione del colera è un batterio circondato da una membrana esterna, che produce una enterotossina formata da due diversi tipi di sub-unità: una di queste (subunità A) è responsabile dell'azione tossica, mentre l'altra (le subunità B) serve a far aderire la tossina all'epitelio intestinale.

 

 

Come si trasmette

L'uomo è l'unico ospite naturale del batterio del colera e la trasmissione della malattia avviene per via oro-fecale. Questo significa che non è trasmissibile da uomo a uomo e che l'unico modo per essere colpiti è ingerire cibo o acqua contaminate direttamente o indirettamente da residui fecali. I batteri, infatti, possono sopravvivere nelle acque superficiali, come ruscelli e fiumi. È facilmente comprensibile come le condizioni igienico sanitarie e la disponibilità di fonti di acqua controllata, oltre che di dispositivi igienici per lo smaltimento delle feci, siano fondamentali per arginare i casi di colera, e perché in molti Paesi in via di sviluppo il rischio di questa malattia sia alto.
Nei Paesi nei quali l'acqua non è controllata, le azioni della vita quotidiana espongono alla malattia: oltre al bere, anche lavare alimenti come frutta e verdura e stoviglie può causare il contagio oppure utilizzare ghiaccio o acqua imbottigliata senza controlli. Persino l'igiene personale diventa una pratica a rischio. Non si dimentichi inoltre che pesce e frutti di mare poco cotti sono un veicolo di trasmissione importante.
È a questo punto evidente come, in teoria, non esista una tipologia di viaggio del tutto esente da rischio: il turista ospite di un villaggio o di una nave da crociera, così come l'operatore o il volontario in una zona disastrata, seppur con gradi diversi, sono esposti potenzialmente all'infezione da parte di questi patogeni.

 

 

Periodo di incubazione

Il periodo di incubazione del colera (periodo durante il quale la persona è già stata infettata ma non ha ancora manifestato i sintomi della malattia) va da poche ore a 5 giorni, ma abitualmente è di 2-3 giorni.

 

 

Diagnosi e trattamento

La diagnosi del colera si effettua con un test che permette di isolare il germe patogeno nelle feci del paziente.
Poiché l'effetto più pericoloso del colera è la disidratazione, la terapia raccomandata dall'OMS si basa sull'utilizzo di soluzioni per la reidratazione orale, che permettono di riequilibrare i livelli di liquidi e sali minerali, così da ridurre all'1% il tasso di mortalità.
Nei casi gravi, quando cioè il paziente ha perso il 10% del peso e presenta sonnolenza e letargia, vengono somministrati fluidi per via endovenosa, finché il paziente può riprendere la terapia orale di reidratazione.
La terapia a base di antiobiotici viene utilizzata solo per i casi più gravi, per ridurre la durata della malattia e dunque la diffusione. L'attenzione nei confronti dell'utilizzo di questi farmaci è dovuto al fenomeno dell'antibiotico resistenza, che in passato ha favorito l'emergenza di ceppi multiresistenti del batterio, più virulenti e aggressivi.

 

 

Prevenzione

Come per tutte le malattie a trasmissione fecale, lo scrupoloso rispetto di elementari norme igieniche è fondamentale, a livello individuale per la prevenzione del colera, quali:

  • soltanto acqua sicura, ovvero acqua che sia stata bollita, o disinfettata con cloro o iodio, o acqua minerale imbottigliata, la cui bottiglia venga aperta in vostra presenza
  • evitare il ghiaccio, a meno che non si sia assolutamente sicuri che esso è stato prodotto con acqua non contaminata
  • consumare soltanto cibo che sia stato cotto accuratamente e che sia ancora caldo nel momento in cui viene servito
  • proteggere gli alimenti da insetti, e usare appositi contenitori; refrigerare immediatamente dopo la preparazione i cibi che non vengono consumati subito
  • evitare frutti di mare e pesce crudi
  • evitare di consumare verdure e frutta cruda
  • bollire il latte non pastorizzato prima di consumarlo
  • evitare gelati e dolci alla crema che potrebbero essere stati confezionati con latte non pastorizzato o avere subito ricontaminazione
  • assicurarsi che i cibi acquistati da venditori ambulanti siano stati completamente ed accuratamente cotti e non contengano parti crude
  • lavarsi sempre accuratamente le mani prima di mangiare.

 

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