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Malattie e prevenzione

Colera

Diffusione

Il colera è una malattia largamente diffusa in molti Paesi del Secondo e Terzo mondo, dove le condizioni di igiene precarie portano ad un alto rischio di infezione. Ciclicamente, a causa dell'insorgenza di nuovi tipi di batterio, si possono diffondere epidemie globali della malattia, che colpiscono soprattutto i paesi a rischio. Ad oggi se ne sono registrate sette, l'ultima delle quali causata dal Vibro Cholerae O1 biotipo El Tor. L'Africa risulta il continente più colpito dal colera. Basti pensare che nel 2002, su 142.300 casi notificati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ben il 97% (138.000 casi circa) è stato registrato in Africa; anche l'Asia è un continente a rischio, con 4.409 casi notificati nel 2002. I dati registrati al 2006 consistono in 236.896 casi di malati di colera notificati, provenienti da 52 regioni del mondo, un dato che risulta essere in aumento rispetto a quelli degli anni precedenti. È importante sottolineare che questi dati non riflettono la reale diffusione della malattia poiché in molti Paesi la sorveglianza non viene effettuata, tanto che, secondo le stime dell'OMS i casi totali notificati rappresentano solo il 5-10% di quelli reali.
La grave sottostima del colera è dovuta fondamentalmente a tre diversi fattori:

  • l'inefficienza dei sistemi di sorveglianza
  • la difficoltà di riconoscere il colera in quella grandissima fetta di casi (90-95%) in cui la malattia si presenta in forma lieve e transitoria
  • la paura dei Paesi colpiti dalla malattia di ripercussioni di tipo economico e di perdere turisti.

In molti Paesi in via di sviluppo il colera è una malattia endemica, cioè costantemente presente nella popolazione . In questi paesi l'incidenza è più alta nei bambini e diminuisce con l'età, grazie all'acquisizione dell'immunità. Nei paesi non endemici la malattia si distribuisce invece in modo omogeneo nelle varie fasce d'età.

 

 

Diffusione tra i viaggiatori

Con la diffusione dei viaggi turistici o di lavoro in Asia e Africa, il colera diventa una minaccia anche per tutti coloro che soggiornano anche per brevi periodi in zone a rischio.

Tra il 1995 e il 2000 l'OMS ha riportato 1829 casi in Paesi industrializzati, la maggior parte dei quali importati. Queste cifre con probabilità rappresentano solo il 10% dei casi reali di colera, poiché molte forme lievi non sono diagnosticate come casi di colera, oppure perché i viaggiatori sviluppano la malattia all'estero (in genere in Paesi nei quali non si effettua la notifica o dove è più difficile sottoporsi ad esami). Per i viaggiatori europei e nordamericani nelle zone endemiche, si contano 1,2 casi di colera ogni 100.000 viaggiatori, ma vi è evidenza che questa è una stima in grave difetto.
Come definire il viaggiatore a rischio di colera?
Tutti i viaggiatori non immuni che si recano in una zona endemica o epidemica per il colera, come l'Africa e l'Asia, il sud America e l'Oceania.
Si registra poi un alto rischio per:

  • lavoratori impiegati in trasferte o missioni in zone a rischio per periodi più o meno lunghi
  • volontari che prestano aiuto nei campi profughi, soprattutto a seguito di epidemie o catastrofi naturali
  • militari impiegati all'estero in zone endemiche
  • immigrati che tornano al proprio paese d'origine
  • profughi di guerra.

 

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