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Dalla fondazione agli anni 80
Dalla fondazione agli anni '30
Nel 1904 il Professor Achille Sclavo, docente di Igiene all’Università di Siena, fondò l’omonimo Istituto Sieroterapico e Vaccinogeno Toscano, trasformando con l’aiuto di un piccolo gruppo di studenti il piccolo laboratorio che aveva avviato in casa propria in una struttura efficiente Risale allo stesso anno la scoperta da parte di Sclavo del siero anticarbonchioso, mentre fu la ristrutturazione avvenuta durante la Prima Guerra Mondiale a dare all’Istituto il primo impulso per l’estensione a livello industriale della propria produzione di sieri e di vaccini, in particolare di quelli contro il tifo e il colera Da allora la crescita e il successo dell’azienda vennero scanditi dai risultati dell’intensa attività di ricerca interna, focalizzata sulla medicina preventiva e profondamente connessa alle esigenze e ai problemi igienico-sociali della popolazione italiana. L’Istituto iniziò infatti a produrre le anatossine difterica e tetanica negli anni ’30 e a sollecitare gli organi centrali della Sanità Pubblica affinché tutti i prodotti biologici venissero sottoposti al controllo delle autorità sanitarie nazionali.
Dal 1938 al 1950, anno della fondazione dell'UNISERUM
All’inizio del 1938 l’industria senese realizzò quindi il vaccino antivaioloso, entrando così pienamente nel campo della ricerca sui virus e affermandosi in breve tempo come una delle maggiori aziende europee nel settore della medicina preventiva. L’Istituto Sclavo mise successivamente a punto sieri e vaccini contro le malattie infettive da contagio, arricchì costantemente le proprie attrezzature con tecnologie sempre più sofisticate e nell’arco di cinquant’anni divenne un moderno centro di studio, ricerca e produzione. In quegli anni l’Istituto di Siena fornì alle autorità sanitarie nazionali e locali i prodotti profilattici per la vaccinazione delle grandi collettività. Vennero ad esempio soddisfatte le richieste delle Forze Armate di avere a disposizione il vaccino contro il vaiolo e i vaccini contro tetano e tifo. Tra il 1943 e il 1946 vennero inoltre approntati una serie di servizi ausiliari per facilitare la distribuzione in tutta Italia di sieri e vaccini indispensabili alla popolazione colpita dalla guerra. L’Istituto Sclavo partecipò quindi nel 1950 alla fondazione dell’UNISERUM, il Centro di Immunologia e lotta contro le malattie infettive, nato dalla collaborazione con l’Istituto Mèrieux di Lione, il Llorente di Madrid e il Sieroterapico Svizzero di Berna. Avviò inoltre una collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per la fornitura del vaccino antivaioloso e anticolerico, destinati a contenere le gravi situazioni epidemiche dell’Africa centrale e dell’Estremo Oriente.
Gli anni '50 e '60: un'impresa industriale ad alto livello tecnologico e scientifico
Oltre ai prodotti biologici o chimico-farmaceutici, alle anatossine, alle anatubercoline, ai sieri e ai vaccini innovativi come quello contro l’influenza, negli anni ’50 l’Istituto Sclavo mise a punto anche prodotti diagnostici e ad uso di laboratorio. La Federal Security Agency degli Stati Uniti concesse inoltre all’industria senese la licenza per la produzione e la diffusione in tutti gli USA dei propri prodotti biologici, ritenuti conformi ai requisiti richiesti dalla Food and Drug Administration, dalla quale otterrà successivamente anche le registrazioni dei principali sieri e vaccini. Negli anni ’60 l’Istituto contava ben 500 dipendenti: una vera e propria impresa industriale, ad alto livello scientifico e tecnologico. Possedeva inoltre un programma ben definito e funzionale per ogni suo settore di attività, che lo poneva ai primi posti nell’organizzazione sanitaria italiana, specie nel campo della profilassi e della terapia delle malattie infettive e della diagnostica clinica. La Sclavo poteva inoltre contare su un’efficiente rete commerciale, articolata nelle filiali di Milano, Firenze e Roma e nelle agenzie presenti in gran parte del territorio nazionale.
Gli anni '70 e '80: le grandi collaborazioni internazionali
Nel 1970 l’Istituto inaugura il nuovo Centro Ricerche, una struttura all’avanguardia dove tecnici qualificati portano avanti attività di sperimentazione e di indagine scientifica, che hanno sempre caratterizzato la vita dell’Istituto fin dalla sua fondazione. In quegli anni, aumenta la produzione e la commercializzazione dei prodotti Sclavo in Italia e nel mondo, e iniziano collaborazioni proficue e durature come quella con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con Associazioni umanitarie internazionali: tra queste l’UNICEF e la PAHO (Pan American Health Organization) con le quali ancora oggi viene garantita la distribuzione dei vaccini nei Paesi in via di sviluppo. All’inizio degli anni ’80 l’Istituto Sclavo viene acquisito dall’ENI e diventa presto punto di riferimento e di eccellenza dell’attività farmaceutica dell’Enichem (progetto per la realizzazione di un grande polo farmaceutico pubblico). Dopo alcune vicissitudini, nel corso degli anni ’80, l’Istituto Sclavo venne venduto a Guelfo Marcucci, che suddivise l’Azienda nei tre diversi rami di attività e li vendette seaparatamente: diagnostici, emoderivati e vaccini.
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